Bollettino estate 2018

Care sorelle e cari fratelli, amiche e amici,
Ecco a Voi il nuovo bollettino di collegamento con informazioni, appuntamenti e qualche spunto di riflessione. A tutte e tutti voi un affettuoso saluto in Cristo Signore. I Consigli di chiesa di Perugia e Terni. […]

Dagli scaffali di Claudiana

Tammy J. SCHNEIDER, Sara, la madre delle nazioni, 176 pp., 14,90 euro.
Il personaggio biblico di Sara, una delle donne a cui la Bibbia ebraica dedica più spazio, ricopre un ruolo molto importante per la formazione del popolo chiamato Israele. Spesso vista sotto una luce negativa – soprattutto in relazione a Agar –, oppure considerata la moglie sottomessa di Abramo, le cui doti materne vengono messe in dubbio: Sara appare come una figura sfaccettata e le cui interpretazioni da parte degli studiosi non sono univoche. L’autrice incrocia la storia di Sara a quella di Abramo, Agar, Isacco e Ismaele, non relegandola al solo ruolo di moglie del patriarca, ma indicandola come donna anch’essa scelta da Dio e agente della continuazione della promessa.
Questo studio intende valutare il personaggio di Sara e il suo ruolo nel testo della Genesi, in modo tale da capire quale sia la funzione delle donne nella narrazione, come gli scrittori biblici abbiano costruito i personaggi femminili, e come questo influisca sulla moderna interpretazione della Bibbia ebraica (Tammy SCHNEIDER).

Bollettino di collegamento: gennaio, febbraio, marzo 2016

Uno sguardo sui mesi scorsi a Perugia e Terni
Tutte le attività ordinarie delle nostre due chiese si svolgono con regolarità e la partecipazione media al culto domenicale e allo studio biblico è soddisfacente. Nel mese di novembre abbiamo sperimentato le assemblee di studio (il 15 novembre a Terni e il 22 novembre a Perugia). Si tratta di una novità nata dall’esigenza di approfondire in sede assembleare alcuni temi importanti per le nostre chiese. Questa volta ci siamo soffermati sullo “stato di salute” delle nostre chiese partendo dall’intervista a Paolo Ricca e Giorgio Tourn pubblicata su Riforma e intitolata “Una chiesa in torpore?” I risultati di questa sperimentazione sembrano incoraggianti e in primavera discuteremo con lo stesso metodo il documento presentato al Sinodo 2015 dedicato al matrimonio e alla famiglia.
A Perugia è stato inaugurato lo “Spazio d’accoglienza”. Si tratta del nostro locale indipendente dalla sala e dagli altri locali comunitari che è stato ristrutturato per essere destinato all’accoglienza temporanea delle persone che ne hanno bisogno. Poiché una parte delle spese sostenute è ancora da pagare il Consiglio di chiesa ha deciso di indire una sottoscrizione straordinaria sotto la forma di una lotteria con un premio finale di pregio. Per ulteriori informazioni possono essere contattate Antonella Violi e Santina Spinella. In coincidenza con l’apertura di questo spazio la Chiesa di Perugia ha intensificato i contatti con l’Associazione degli Ivoriani in Umbria in vista di una futura collaborazione nel campo sociale.
A Terni il 30 ottobre in occasione della Giornata della Riforma, la Chiesa Metodista ha organizzato un incontro pubblico aperto a tutte le persone e le associazioni interessate alle opportunità che offrono i fondi Otto per mille (OPM) della Tavola Valdese (TV). Più di ottanta persone hanno partecipato all’incontro di studio moderato da Susanna Pietra, responsabile dell’Ufficio OPM della Tavola Valdese. Anche la cena comunitaria ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone. Ringraziamo il personale dell’Ufficio OPM per l’aiuto nell’organizzazione di questo incontro. Un affettuoso pensiero di gratitudine rivolgiamo anche alle sorelle di chiesa che hanno preparato un’ottima cena “autunnale”.
Domenica 13 dicembre un gruppo di sorelle e fratelli di chiesa e il pastore hanno partecipato alla giornata comunitaria della Parrocchia cattolica di San Giuseppe lavoratore di Terni Cospea. Siamo certi che questa collaborazione ecumenica porterà molti frutti per entrambe le comunità.
Anche quest’anno le nostre chiese si avvalgono della collaborazione di un giovane tirocinante. Si tratta dello studente di teologia Maliq Meda, albanese di origine, genovese di adozione. Maliq a novembre ha cominciato il suo tirocinio a Terni e a gennaio inizierà il suo impegno anche a Perugia.
Ringraziamo le predicatrici Peggy Gould, Lorella Marini, Antonella Violi, Anna Vizioli e i pastori emeriti Archimede Bertolino ed Ermanno Genre che hanno annunciato la Parola di Dio nei mesi scorsi. […]

Natale come promessa di Dio

A cura di Sabina Baral (tratto da: www.chiesavaldese.org)
Con il pastore Eric Noffke, professore designato di Nuovo Testamento alla Facoltà valdese di teologia di Roma, ci siamo interrogati sul senso più profondo che il Natale reca con sé.
Qual è il significato autentico del Natale? In fondo è la meno cristiana delle ricorrenze, connotata da una matrice pagana di gran lunga precedente la nascita di Gesù…
In effetti è vero che il Natale ha occupato la data di una festa pagana ma questo, in fondo, è il modo in cui il cristianesimo si è sviluppato, cioè dando un significato nuovo a feste e pratiche precedenti. Com’è avvenuto con le celebrazioni ebraiche di Pasqua e di Pentecoste, così è stato anche per il Natale. C’è, però, una significativa differenza da notare: mentre con le due feste ebraiche il cristianesimo si pone in profonda continuità con la sua matrice giudaica (molti dei significati che troviamo nell’Antico Testamento sono riassunti nell’opera di Gesù), per il Natale si tratta di una scelta di profonda rottura, di contrapposizione rispetto al passato pagano.
Quello che a me piace del festeggiare la nascita di Gesù proprio nei giorni più bui dell’anno e all’inizio dell’inverno, è che questo ci permette di evidenziare che Dio si incarna proprio nel buio della condizione umana, quando la capacità di amare langue come la vita d’inverno. In questo modo risalta il senso dell’incarnazione, perché è proprio il peccato umano a renderla necessaria. Natale, così, rappresenta la promessa della presenza di Dio, reale e piena, che scalda i nostri cuori nel freddo della vita.
Perché bisogna pensare un Dio che si faccia uomo, attraverso Gesù? Non c’è il rischio che un Dio alla nostra portata sia un Dio di cui tutti possono impossessarsi?
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